Dentro le case segrete dei maestri: i loro eredi rivelano tutto (foto mai viste)

Dietro le porte chiuse di alcune case italiane si nasconde un patrimonio inestimabile: quello degli architetti e designer che hanno scritto la storia del design moderno. Oggi, grazie alle testimonianze dei loro figli ed eredi, possiamo finalmente scoprire questi luoghi intimi, pieni di oggetti, colori e dettagli che raccontano una vita di creatività. Da Milano alla campagna romana, ecco come vivevano Carlo De Carli, Gianfranco Frattini, Paolo Portoghesi e Umberto Riva. E cosa ne è rimasto oggi.

Carlo De Carli: un museo vivo nel cuore di Milano

La casa di Carlo De Carli, situata in una raffinata palazzina Liberty a Milano, è oggi abitata da sua figlia Margherita. Lei la descrive come una casa dal “sapore di De Carli”, un luogo che non è né museo né pura rappresentazione, ma una dimora ancora viva, dove si respira il pensiero del maestro.

Tra i pezzi più emblematici che popolano l’appartamento troviamo:

  • Il “mobile-treno”, un lungo cassettone del 1939, pensato come un contenitore-espositore simbolico.
  • Il prototipo del tavolo a dischi, oggi rieditato da Gubi ma nato con Sormani.
  • Numerose sedute, tra cui la sedia smontabile per Tecno (1956), la sedia Firenze per Sormani (1965) e la poltrona 914 per Cassina (1964).

Accanto ai progetti del padre, convivono sulle pareti e negli spazi le opere di artisti amici: Fontana, Sassu, Melotti. In camera da letto, una sorprendente riproduzione del Guernica di Picasso funge da testata, un mix simbolico e personale di arte e design.

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Casa dell’Amore: la villa organica di Paolo Portoghesi

A Campagnano di Roma sorge un’opera fuori dal tempo: la Casa Corrias, detta anche “la Casa dell’Amore”. Fu progettata nel 1972 da Paolo Portoghesi e Giovanna Massobrio, e oggi è riaperta grazie ai suoi attuali proprietari, i musicisti Daria Leuzinger e Maurizio Persia.

Questa villa cattura con le sue forme sinuose e organiche, ispirate tanto ai fossili quanto all’eredità etrusca, romana e barocca. Portoghesi non volle mai una facciata principale o un asse di simmetria: tutto si sviluppa in un movimento circolare, coerente con la natura che circonda la casa.

Tra i dettagli più affascinanti:

  • La scala elicoidale interna, vera scultura abitabile.
  • Il mosaico del bagno padronale, decorativo e simbolico.
  • Il rivestimento esterno in tufo locale che richiama un essere preistorico.

Casa Corrias è una dichiarazione d’amore non solo tra i due architetti, ma anche tra architettura e territorio.

Gianfranco Frattini: un laboratorio nascosto anni ’50

Nel quartiere Isola a Milano, una scoperta straordinaria ha sorpreso persino la figlia dell’architetto. Emanuela Frattini Magnusson racconta di non aver mai saputo dell’esistenza dell’appartamento che il padre realizzò negli anni ’50 per un cliente privato, Aldo Osti.

Questo spazio, rimasto quasi intatto nel tempo, riflette il primo approccio residenziale di Gianfranco Frattini. Fu un progetto commissionato mentre collaborava con Gio Ponti, da cui riprende l’attenzione per le superfici e i colori.

Elementi distintivi della casa:

  • Arredi su misura, specie nelle camere da letto e nel salotto.
  • Un mobile contenitore e un tavolo rotondo rivestiti completamente in pelle beige.
  • Un layout moderno e funzionale, quasi sperimentale per l’epoca.

Un vero e proprio “appartamento-laboratorio” dove le idee di Frattini si sono messe alla prova prima di diventare icone del made in Italy.

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Casa Bottero: il manifesto silenzioso di Umberto Riva

All’ultimo piano di un palazzo modernista in via Paravia, Milano, si trova la casa di Bianca Bottero, progettata con suo cognato Umberto Riva. Un ambiente sobrio e personale, nato da un dialogo familiare ma ricco di invenzioni architettoniche.

La struttura sfrutta la materia grezza — calcestruzzo a vista e ampie vetrate — mettendola in contrasto con toni accesi di arancione, azzurro e giallo, tipici della sensibilità cromatica di Riva. L’effetto è avvolgente ma mai ostentato.

Punti salienti dello spazio:

  • Luce naturale costante, favorita dalla posizione e dalla struttura aperta.
  • Arredi firmati da Riva e Bottero, tra cui una rara lampada Metafora per FontanaArte.
  • Soppalco in ferro con zona notte e studio, accessibile da una scala leggera.

Come dice Bianca: «Il soffitto a volta è l’unico di tutto l’edificio». Un segno distintivo che parla di unicità e riflessione costruttiva. La casa rispecchia una visione condivisa, un’intesa profonda fatta di spazi, luce e materiali.

Un patrimonio che vive nelle case

Queste dimore non sono solo rifugi. Sono laboratori invisibili, testimoni silenziosi di una vita passata a pensare, disegnare e costruire bellezza. Attraverso gli occhi e le parole degli eredi, scopriamo che l’eredità dei maestri non è solo nei musei, ma nei corridoi, negli oggetti, nei colori di luoghi ancora vissuti. E che, forse, la vera arte dell’abitare è quella che continua a parlare anche dopo chi l’ha creata.

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Luca M.
Luca M.

Luca M. è un appassionato di bricolage e giardinaggio. Con oltre dieci anni di esperienza nel settore, condivide le sue conoscenze attraverso articoli pratici e consigli utili per rendere la casa e il giardino più accoglienti e funzionali.